La connessione tra pancia e cervello

La pancia condiziona le nostre decisioni e pensieri?

Nella mia esperienza di Coach, ma anche in quella strettamente personale mi è capitato sperimentare le cosiddette “reazioni di pancia” che sono molto più frequenti di quanto non possiamo immaginare. L’espressione suggerisce che le nostre risposte provengono da una sensazione viscerale, spesso associata alla zona dello stomaco o dell’addome. Sono decisioni basate sull’intuito o sull’emozione, prese in modo istintivo e immediato piuttosto che su una riflessione razionale.

Spesso non solo le sottovalutiamo, ma le respingiamo, quasi vergognandoci e considerandole la risposta irrazionale ad una percezione irreale o comunque distorta ad un determinato stimolo.

Secondo il neuroscienziato Paul D. MacLean, che formulò negli anni ’60 la teoria del cervello tripartito (il cervello rettiliano o primitivo, il cervello limbico e il neocorticale), la “pancia” è strettamente connessa al cervello rettiliano che si trova alla base del cervello stesso, ed è la parte più antica dal punto di vista evolutivo, coinvolta principalmente in funzioni vitali e comportamenti istintivi necessari per la sopravvivenza.

La pancia è il “nostro secondo cervello”!

Fight Flight Freezeda The 3 F’s of Survival: Understanding the Fight, Flight, or Freeze Response

Una reazione di pancia rispetto ad una situazione di pericolo può attivare una protezione istantanea, mettere al riparo da conseguenze spiacevoli, difenderci o fuggire (fight or flight).

Può derivare da una intuizione emotiva validata da esperienze passate che hanno portato a decisioni corrette e quindi assolvere positivamente alla funzione. Non significa necessariamente quindi che una risposta più emotiva o istintiva sia irrazionale o sbagliata.

Allo stesso tempo, però, è altrettanto importante bilanciarla con una riflessione razionale quando necessario.

Dovremmo considerare, infatti, che una situazione percepita come minacciosa, che suscita paura e/o ansia, potrebbe effettivamente non esserlo, ma essere letta in modo distorto e farci reagire in modo inappropriato, senza passare attraverso un processo di pensiero razionale e senza considerare dettagli o informazioni aggiuntive.

Un caso

Recentemente un mio Coachee mi ha espresso un disagio “molto viscerale” derivante dal fatto di non essere mai accolto (sin dalle scuole dell’obbligo) e di “essere sbagliato”. Era tanto forte e doloroso, quanto reale; non era per lui una sensazione, ma un dato di fatto oggettivo e inequivocabile.

In questo caso il pugno sullo stomaco l’ho ricevuto direttamente anche io, sapete un conto è sentir dire “ho sbagliato o sbaglio sempre, ecc.,  ma sono sbagliato ”…. Fortunatamente sono preparata a lavorare sulle convinzioni limitanti e sulla razionalizzazione fattuale delle espressioni.

Il Coachee mi ha descritto le situazioni: “alle medie non mi volevano mai nel gruppo, ero sempre isolato, al lavoro non mi coinvolgono, non sono mai piaciuto…”, ed effettivamente la percezione della realtà era LA SUA REALTA’ percepita.

Abbiamo provato ad esplorare il contesto, i comportamenti reciproci, i fatti, le azioni e reazioni, li abbiamo riletti utilizzando le abilità prevalenti dell’emisfero sinistro, cercando di eliminare quanto non supportato da elementi concreti, ma derivato da convinzioni, e ho visto spalancarsi un sorriso, come un’illuminazione….

Ero io che mi mettevo in disparte e abbassavo lo sguardo per paura che mi chiedessero qualcosa ”, “Non mi sentivo all’altezza…” (di cosa, poi…?) “erano effettivamente impegnati in altri progetti…”, ecc.

Il pensiero razionale è riuscito a smontare convinzioni vissute come realtà che hanno ostacolato per anni un consolidamento di relazioni e di consapevolezza del Sé e del proprio valore. Ho detto smontare, perché per eliminare o meglio ristrutturare il pensiero, bisogna allenarsi a lungo. E questa è un’altra storia…

Ma la pancia e l’emozione fino ad allora avevano mandato messaggi al cervello che supportavano la convinzione, fino a farne una realtà, alla quale il cervello rispondeva inibendo le capacità funzionali di relazione, di analisi, abbassando i livelli di serotonina e dopamina e aumentando cortisolo, fino a portare ad una condizione di ansia e sintomi depressivi.

L’Intricato Dialogo tra Pancia e Cervello

Vi è mai capitato che vi passasse per la testa un pensiero “storto” e immediatamente vi sentiste una stretta allo stomaco e una vampata di calore alla faccia?

A me sì!!!

Il pensiero non è razionale, o almeno non lo è sempre. Come sappiamo “La Mente Mente”, molto spesso.

La Mente Mente

Elaboriamo informazioni e rispondiamo a stimoli passando sempre per il nostro vissuto e quindi filtrando con la nostra percezione. E qui si aggiungo valori, convinzioni ed emozioni, ed ecco che parte “la pancia”.

Le recenti ricerche neuroscientifiche e mediche hanno evoluto questo concetto e stanno rilevando una connessione profonda tra l’intestino e il cervello, nota come asse intestino-cervello o “asse intestino-nevrassiale”, che evidenzia un dialogo bidirezionale intricato tra i due organi nel plasmare le nostre decisioni e i nostri pensieri.

Per esempio, i microbi intestinali (il microbiota di cui si sente tanto parlare oggi) non solo contribuiscono alla salute intestinale, ma influenzano la produzione di neurotrasmettitori, compresi quelli associati al benessere emotivo come la serotonina con un impatto diretto sull’umore e sul comportamento e nel modulare l’attività cerebrale.

Lo stress coinvolge sia l’intestino che il cervello. Il primo reagisce con irritazioni e mal funzionamento intestinale, l’infiammazione può influenzare la produzione di citochine, molecole che possono avere effetti sul cervello e contribuire a condizioni come la depressione. Il secondo con la produzione di cortisolo che può avere effetti su entrambi gli organi inibendo reazioni efficaci.

Connessione "pancia" & cervelloConnessione “pancia” & cervello

La reazione “di pancia” trova quindi una base scientifica. Decisioni istintive, sensazioni immediate e intuizioni potrebbero derivare da questa complessa interazione intestino-cervello. L’aspetto emozionale delle nostre scelte quotidiane può essere considerato come una risposta radicata nella biologia dell’asse intestino-cervello.

Come favorire il corretto funzionamento di Pancia e Cervello?

Per promuovere un rapporto sano tra la pancia e il cervello, è essenziale adottare un approccio olistico al benessere.

Ecco alcune strategie pratiche per coltivare un’efficace alleanza tra questi due organi chiave:

  1. Segui una dieta equilibrata: l’adozione di una dieta equilibrata e ricca di fibre, frutta e verdura può sostenere la salute intestinale e influenzare positivamente la produzione di neurotrasmettitori.
  2. Gestisci lo stress: il cervello e l’intestino sono intrinsecamente legati alla risposta allo stress. Tecniche di gestione dello stress, come la meditazione, lo yoga o la respirazione profonda possono aiutare a ridurre il livello di stress e migliorare la connessione tra intestino e cervello.
  3. Fa attività fisica regolare: esercitati, l’esercizio fisico regolare può migliorare la salute intestinale e promuovere il rilascio di endorfine, sostanze chimiche legate al benessere mentale.
  4. Dormi bene: stabilisci una routine di sonno regolare, evitando stimoli. È essenziale per il benessere generale e ridurre il livello di stress, impattando così positivamente sulla funzione cerebrale.
  5. Idratati: bevi almeno 8 bicchieri di acqua al giorno. L’acqua svolge un ruolo chiave nella digestione e nell’assorbimento dei nutrienti, contribuendo così al benessere generale.
  6. Limita sostanze irritanti: riduci il consumo di sostanze irritanti come alcol, caffeina e cibi piccanti per mantenere l’equilibrio intestinale e migliorare la tua salute mentale.
  7. Mantieni la mente attiva: sfida il cervello attraverso attività stimolanti come la lettura, i rompicapi o la partecipazione a nuove esperienze. Un cervello attivo può avere impatti positivi sulla tua salute emotiva.
  8. Favorisci la Comunicazione Mente-Corpo: pratica la consapevolezza e l’ascolto del corpo. Essere consapevoli delle sensazioni gastrointestinali e delle risposte emotive può aiutarti a capire meglio la connessione tra la tua pancia e il cervello.
  9. Cambia Abitudini: individua ciò che scatena la tua emotività, scegli un percorso di Coaching in linea con i tuoi obiettivi e fatti aiutare da un professionista per apprendere un metodo efficace per cambiare. Poi attiva routine di esercizi quotidiani per allenarti al cambiamento.

L’intestino non è semplicemente coinvolto nella digestione, ma agisce come un attivo partecipante nella nostra vita mentale ed emotiva.

Coltivare una partnership positiva tra la pancia e il cervello richiede un approccio equilibrato che tenga conto di diversi aspetti della tua vita quotidiana.

Sperimenta queste strategie per trovare ciò che funziona meglio per te e se hai bisogno di aiuto, eccomi qui!

Possiamo intraprendere un percorso efficace partendo proprio da queste strategie. Grazie al prezioso strumento di misurazione Neuro Agility Profile, possiamo misurare scientificamente se le strategie che utilizzi sono vantaggiose e favoriscono questa alleanza.

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