La comunicazione è la soluzione, ma anche il problema

Di chi è la colpa?
Nelle relazioni, siano esse di coppia o famigliari, o tra amici, colleghi ecc… valgono sempre gli stessi principi:
- è necessario cambiare qualcosa, altrimenti si otterranno sempre gli stessi risultati
- riconoscere le proprie emozioni e reazioni
- cercare di entrare nei panni dell’altro per cercar di capire le sue emozioni e reazioni
- essere consapevoli di cosa si vuole realmente, di cosa è veramente importante
- capire cosa ci rende felici e per cosa valga la pena di “lottare”, superare le proprie abitudini
- imparare ad “agire” con consapevolezza invece di “reagire” con il pilota automatico
Soprattutto se non ci si mette in gioco in prima persona, come possiamo sperare che lo faccia l’altro?
Spesso i miei Coachee mi chiedono cosa possono fare per cambiare l’altro:
“Sa, una volta non era così, andava tutto bene, adesso invece lei/lui è cambiata/o. Non vedo la possibilità di far tornare le cose come una volta: Qualunque cosa faccia, non va mai bene nulla”… ecc.
Ricorre sempre il ritorno al PASSATO. Ma il passato, lo dice il nome stesso, è passato e, anche se mi può condizionare il presente, non ha nulla a che fare con l’OGGI.
E come insegna il Maestro Oogway in Kung Fu Panda (2008): “Ieri è storia. Domani è un mistero ma oggi è un dono, per questo si chiama presente.”
E’ nel presente che mi devo impegnare se voglio sperare in un futuro diverso.
Proviamo riflettere: è assolutamente impossibile riprodurre le condizioni esistenti nel PASSATO anche solo considerando semplici elementi contestuali.
Facciamo un esempio:
Prima di sposarci il mio partner era molto attento/a, premuroso/a, divertente, e adesso….
Se analizziamo il tempo: era un altro momento che per le leggi della natura non sarà mai più quel “Tempo”. Tu eri più giovane, l’altro anche.
Le condizioni: non eravate sposati, avevate altre energie, altre responsabilità, altri rapporti famigliari, altre modalità e tempi di frequenza ….
Il bi-SOGNO di ognuno era proiettato ad un futuro che oggi è già passato, con uno scopo che probabilmente oggi va aggiornato.
Le esperienze positive e negative fatte strada facendo hanno modificato tutto e tutti, e quindi dobbiamo rimetterci in discussione in prima persona.
Anziché affrontare una situazione relazionale che non funziona con il dito accusatore del TU mi fai…, iniziamo con IO. Un IO pronto a ri-conoscere il proprio Sé, a migliorare se stesso per poi migliorare la relazione con l’altro.

Il viaggio dell’EROE parte dal SE’, dall’attrezzarsi e combattere contro le proprie OMBRE, proprie paure e insicurezze, per poi condividere l’esperienza e la saggezza apprese con il mondo!

Proviamo quindi a rispondere a queste domande:
- Io, chi sono oggi?
- Io cosa voglio per me?
- Cosa mi fa star bene? Cosa mi rende felice?
- Cosa cerco nella relazione?
- Qual è il mio obiettivo a breve, medio e lungo termine?
- Cosa posso fare OGGI in concreto per raggiungerlo?
- Il mio obiettivo ha dei punti in comune con l’altro? Quali?
- Cosa posso fare per evitare tensioni, conflitti ed emozioni negative in me e nell’altro?
- Come posso rispettare e soddisfare i miei valori e rispettare quelli dell’altro?
Ricordiamoci che già facciamo fatica a capire bene quello che facciamo, perché lo facciamo e che conseguenze provochiamo, visto che il nostro Cervello e la nostra percezione tendono a trarci in inganno e a farci sperimentare più facilmente “l’idea” della realtà, che la realtà vera, figuriamoci come facciamo ad essere sicuri di capire l’altro.
Quindi, prima capisco ME, poi cerco di andare incontro all’altro.
Non cercare COLPE e COLPEVOLI, cerca ALLEANZE per venirvi incontro.

Ecco alcuni errori da evitare se vogliamo avvicinarci all’altro.
| Evita di DIRE | Perché |
| “TU MI hai fatto arrabbiare”, piuttosto “IO mi sento arrabbiato” | Attribuisce la colpa all’esterno e non crea empatia |
| “Ho fatto di tutto ma a te non va mai bene nulla”, piuttosto “cosa ti piacerebbe che facessi per te?” | Si passa dal colpevolizzare a mettere l’altro al centro di interesse |
| “Lo faccio solo per te” | Sembra che tu sia quello generoso, la vittima sacrificale, e fai pesare quello che fai |
| “Te l’avevo detto, non mi hai voluto dar retta” | Di fronte ad un errore/insuccesso aumenta la rabbia, il senso di incapacità |
| “Tanto finisce sempre così”, ma piuttosto “non siamo ancora riusciti a…” | Sembra una profezia che si autoavvera e quindi … inutile cambiare |
| “D’altra parte mi conosci, io sono fatto così” | Possiamo sempre cambiare, e se vogliamo che l’altro lo faccia, il primo passo è il nostro |
| “Tanto non mi capisci mai, non ti sforzi di venirmi incontro” | Per capirsi e venirsi incontro ci vuole reciprocità, quindi dipende anche da te, non c’è sempre o mai |
| “Ho provato già un sacco di volte ma non ci riesco”, piuttosto “ho fatto … ma ancora non …” | Bisogna decidere cosa fare e cosa si vuol raggiungere, non “provare”, ma agire |
| “Mi fai andare su tutte le furie, se mi amassi veramente non faresti così”, piuttosto “mi sento a disagio quando ti comporti così…” | Non possiamo fare congetture o trarre conclusioni sui comportamenti degli altri, ma solo sulle emozioni che ci provocano |
E poi, cerca sempre di trovare il sorriso, un’immagine positiva che evochi sensazioni ed emozioni positive, e se proprio non ci riuscite… guardatevi questo video!
Duilio e Ines alle prese con i loro problemi di coppia. Cambiare si può?
Approfondimenti:
>> IO Chi sono?
>> La mia attività di Coach
>> Il mio IKIGAI
>> Psicologo, Psicoterapeuta, Psichiatra … “o” Coach?
